Chi sono

Blogger: trashit

Archivio

oggi
--- 2006 ---

Links

Los Turibbos
SoulNewSound
[GPM] ...viaggio Nelle Nuove Realtà...
[GPM] A Blaze In The Northern Sky
[GPM] A.A.A. Neurone Cercasi
[GPM] All Around The News
[GPM] Alter.Nation
[GPM] AnimEtion
[GPM] ART's EVENT's
[GPM] Ateismo: la Teoria dell'Uomo
[GPM] Azione Democratica Diretta
[GPM] Chez Maurizio
[GPM] Chi Congeleresti...
[GPM] CineBox
[GPM] Civita Castellana In Blog
[GPM] Comunicando
[GPM] Culture Is Now
[GPM] Curiosità
[GPM] Di Tutto un Blog
[GPM] Digital Waves
[GPM] Etic of a Sign
[GPM] F for Fumetto
[GPM] Freddo
[GPM] Games - Empire
[GPM] Gente Cattiva
[GPM] Graphical Architecture
[GPM] Grazie, A Buon Rendering
[GPM] Hippies"=Peace & Love
[GPM] I want to believe
[GPM] Idea-Progetto
[GPM] Il Blog di Fele
[GPM] In the Shelter
[GPM] Jungle Junk
[GPM] L'Apparenza Inganna
[GPM] L'Era Digitale
[GPM] La mia grafica
[GPM] La Televisione Vive Con Noi
[GPM] Lifelike
[GPM] MassInformation
[GPM] MateraMia
[GPM] Media Blog
[GPM] Mediacooking
[GPM] Mele Marce
[GPM] Metabolizza-->La Cosa Giusta
[GPM] Metro-G
[GPM] Mezze Punte
[GPM] Musei moderni tra Arte e Multimedialità
[GPM] Musica Soul
[GPM] My Blog
[GPM] My First Blog
[GPM] My_Lil_World
[GPM] Noi, I Ragazzi dello Zoo di Roma
[GPM] Non è bello ciò che è bello...
[GPM] Note Critiche
[GPM] Notizie dal Mondo del Fumetto
[GPM] Orizzonti della Computer Animation
[GPM] Pc4FUN!
[GPM] perdereOlasciare
[GPM] Pixel Jam
[GPM] Pubbliblog
[GPM] Pubblicitando
[GPM] Ritorno alla Penna
[GPM] Scandali Autorizzati
[GPM] Se Non Ci Fossero Loro
[GPM] Signs & Designs
[GPM] Sincretismi Digitali
[GPM] Società e Nuovi Media
[GPM] Solo Donne
[GPM] Strano Ma Vero
[GPM] Studio 23
[GPM] Survive In The City
[GPM] Tech Report
[GPM] TecnoMedia
[GPM] The Reality Blog
[GPM] ThinkingAbout
[GPM] Tutto al Posto Giusto
[GPM] TV e 3D
[GPM] Una Vita Violata
[GPM] Underground
[GPM] Where Are The Ghosts
[GPM] Wings Of Music
[GPM] [meta]Informatica

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
lunedì, 10 aprile 2006


Non bastano 5 anni di prese per il culo?


ITALIA MI FAI SCHIFO.

postato da: trashit alle ore 23:01 | link | commenti (1)
categorie:
sabato, 18 febbraio 2006

FRANCO LECHNER
in arte Bombolo

Dopo aver parlato di Tomas "Monnezza" Milian, non potevo non parlare della sua spalla storica, il mai troppo combianto Bombolo.

Franco Lechner nasce a Roma nel 1932. Non si hanno notizie della sua vita precedente alla sua carriera di attore, se non quella (mai confermata) che lo vedeva come venditore di piatti vicino agli studios di Cinecittà e scoperto dal regista del maresciallo Giraldi Bruno Corbucci. Esordisce ne Il marito in collegio (1975) col suo vero nome, che cambierà in Bombolo nel suo film successivo, Remo e Romolo, storia di due figli di una lupa (1976), che segna l'inizio della sua collaborazione con il Bagaglino. Collaborazione che si interrompe sulla fine degli anni Settanta, allorché Bombolo entra a far parte nel cast fisso dei poliziotteschi- commedia di Milian (i vari Squadra... e Delitto...), con il quale fa coppia fino al 1984. Contemporaneamente, però, interpreta molti film vacanzieri con Annamaria Rizzoli e con Enzo Cannavale, con il quale farà coppia fissa fino al 1987, anno del suo ultimo film, Giuro che ti amo, e della sua morte prematura, a soli 55 anni. Ci ha lasciati uno dei più formidabili caratteristi della commedia di serie B, uno dei pochi ai quali bastava una smorfia (la sua specialità) per suscitare una incontenibile ilarità.

Filmografia 

 
Giuro che ti amo (1986) 
Delitto al Blue Gay (1984) 
Delitto in formula Uno (1983) .... Venticello 
Discoteca, La (1983) 
Jeans e una maglietta, Un (1983) 
Delitto sull'autostrada (1982) .... Venticello 
La sai l'ultima sui matti? (1982) 
È forte un casino! (1982) (uncredited) .... Cicciobello 
W la Foca! (1982) .... Dottor Patacchiola 
Delitto al ristorante cinese (1981) .... Venticello 
Settimana al mare, La (1981) 
Settimana bianca, La (1981) 
Vacanza del cactus, Una (1981) 
Amante tutta da scoprire, L' (1981)
... aka Busco amante para un divorcio (1981) (Spain)
... aka Tutta da scoprire (1981) (Italy: alternative title) 
Ciao marziano (1980) 
Delitto a Porta Romana (1980) .... Venticello
... aka Crime at Porta Romana (1980) 
Uno contro l'altro, praticamente amici (1980) 
Assassinio sul Tevere (1979) .... Venticello 
Tutti a squola (1979) 
Squadra antimafia (1978) .... Venticello 
Messalina! Messalina! (1977) 
Squadra antifurto (1977) .... Il Pancia 
Squadra antitruffa (1977) .... Venticello
... aka Swindle (1977) 
Nerone (1977) .... Roscio 
Remo e Romolo - storia di due figli di una lupa (1976) .... Pappo






postato da: trashit alle ore 21:21 | link | commenti (4)
categorie:
giovedì, 09 febbraio 2006

RICHARD BENSON
IL MITO

Oggi vi parlerò di uno dei personaggi più rappresentativi dell' underground romano.
Vero nome ( a sua detta) Richard Philip Henry John Benson, a detta d'altri Riccardo Benzoni, è divenuto famoso al grande pubblico in seguito alla diffusione, nei programmi di file sharing e sul web, dei video delle sue performance live.
La cosa che rende uniche le serate del Benson è che il pubblico è parte attiva ed integrante dello show: insulti, lanci di oggetti, sputi, e quant'altro.
Il grande Richard però non si tira indietro e, da "grande animale de parcoscenico"(cit. Massimo Marino), risponde a tono e interagisce col pubblico, racconta aneddoti, recita pezzi da lui creati.
Il tutto in una cornice trash - grottesco - metallara - borgatara.
Spiegare però a parole la grandezza dei suoi show è impossibile.

EGLI E` UN GENIO.

Per comprendere la grandezza del Benson rimando ad alcune fonti internettiane:
http://www.richardbenson.it - Il sito ufficiale
http://www.myspace.com/richardbenson - pagina MySpace del grande Richard
http://www.richardmilitia.altervista.org/ - il sito della Richard Militia

Inoltre è possibile trovare moltissimo video sui vari programmi di filesharing. Trovate molti link ed2k sul sito ufficiale del sommo Benson.




postato da: trashit alle ore 12:06 | link | commenti (4)
categorie:
lunedì, 30 gennaio 2006

Buonasera a tutti, pensavate che questo blog riguardasse solamente il cinema?
Vi siete sbagliati. Questa sera vi presenterò il migliore blog della galassia:
ROUNDHOUSE KICKS - We love Chuck Norris

Andate a leggere e capirete il perchè del mio giudizio, risate assicurate!


" Freddy Krueger infesta i sogni degli adolescenti, ma lui non dorme mai.
Sa che nei suoi sogni lo aspetta Chuck Norris. Il guaio è che nella realtà lo rincorre."
postato da: trashit alle ore 19:26 | link | commenti (8)
categorie:
giovedì, 26 gennaio 2006

Questa sera vorrei portare all'attenzione dei cortesi lettori(o navigatori?) di questo blog un sito che ho trovato spulciando su google:
http://www.caratteristi.it
In questo sito, costantemente aggiornato, trovate le facce, con relativo link alle filmografie, di gran parte degli attori comparsi nella miriade di film italiani degli anni '70 e '80.
Oltre ai personaggi più famosi quindi, il sito in questione rende merito a tutti quegli attori che abbiamo sempre visto ma di cui quasi sempre non conosciamo i nomi.
Come non menzionare grandi come Ennio Antonelli, con un centinaio di film all'attivo, Jimmy il Fenomeno, vero nome Origene Soffrano, Tiberio Murgia, Sal Borgese, Plinio Fernando (la splendida Mariangela Fantozzi), Adolfo Celi, Franco "Il Principe" Caracciolo, Luc Merenda, Salvatore Baccaro, Novello Novelli, Mario Carotenuto, Guido Nicheli, e chi più ne ha, più ne metta.
Ad ogni attore è linkata la sua filmografia presa da http://www.imdb.com/ .
Io il sito l'ho setacciato a dovere, e voi?
Fatemi sapere.

Ennio Antonelli - Ennio Antonelli
Salvatore Baccaro  - Salvatore Baccaro
Franco Caracciolo  - Franco Caracciolo
Adolfo Celi - Adolfo Celi
Guido Nicheli - Guido Nicheli

Luc Merenda - Luc Merenda
postato da: trashit alle ore 22:12 | link | commenti (7)
categorie: cinema, trash, italiano, attori, cult, regista, attore, attrice, attrici, milian, monnezza, bombolo
mercoledì, 25 gennaio 2006

Il primo articolo di questo blog non poteva che essere sull'attore che ha impersonato il vero simbolo del trash in italia, l'immenso
TOMAS MILIAN


Vero nome Tomas Quintin Rodriguez, nasce a Culono, piccolo villaggio nei pressi de L' Avana, il 3 marzo del 1933.
E' figlio di un'importante famiglia aristocratica, il padre è un Generale al servizio del dittatore Gherardo Machado.
L'infanzia di Tomas non fu tra le più felici, i problemi interni alla famiglia ulteriormente aggravati dalla instabile situazione politica del Paese contribuirono a rendere l'educazione di Tomas tutt'altro che serena.
Fu mandato in una scuola dei Salesiani, rigida e conservatrice.
La sua adolescenza fu presto sconvolta dal suicidio del padre, che non resse l'ascesa al potere di Fulgencio Bautista.
Dei quattro figli della famiglia Rodriguez, Tomas si trovava nella particolare situazione di essere l'unico ad aver visto il suicidio del padre. Questo ebbe grosse ripercussioni sui suoi comportamenti, infatti la famiglia gli permise di fare ciò che voleva, a differenza degli altri fratelli.
Infatti, quando finì gli studi, Tomas decise di lasciare Cuba con nella valigia il sogno di diventare un attore.

Fu Miami la prima fermata di Milian nel 1955, e qui iniziò a studiare inglese e pittura. All'Università dell'Accademia Teatrale di Miami ebbe anche la sua prima parte, in una produzione intitolata The Boat without Fishermen . Un anno più tardi Milian si trasferì a New York, dove la sua carriera sarebbe poi decisamente decollata. La signora responsabile della piccola scuola di recitazione e pittura che Milian frequentava rimase stupefatta dal talento del giovane cubano e lo iscrisse al famoso "Actors Studio" di Elia Kazan. La scuola era all'epoca diretta dal suo direttore forse più celebre, Lee Strasberg, e qui Milian apprese i fondamenti del "metodo Stanislavskij".

Grazie alla sua formazione all'Actors Studio, Milian iniziò a lavorare in teatro, come nel Maidens and Mistresses at home at the Zoo di Meade Robert, ed in alcune produzioni di Broadway. Nel 1957 Milian recitò una parte in una serie televisiva della NBC, Decoy, diretta da Michael Gordon. Ben presto però Milian venne ingaggiato in ruoli più rilevanti, che arrivarono grazie a quel leggendario regista, poeta e scrittore francese che è Jean Cocteau. Impressionati dalla recitazione teatrale di Milian, Jean Cocteau e Giancarlo Menotti lo portarono in Italia, a Spoleto, per il "Festival dei Due Mondi", dove Tomás avrebbe recitato in una pantomima di Franco Zeffirelli intitolata Il Poeta e la Musa. Non passò molto tempo perché Milian ottenesse la sua prima parte in un film, che fu appunto un film italiano: una breve apparizione in La Notte Brava (1959). Il film era diretto da Mauro Bolognini, che non a caso era presente tra gli spettatori del Festival di Spoleto...Così iniziò la lunga e fortunata carriera di Tomás Milian nel cinema italiano.

Non molto tempo dopo Milian firmò un contratto di cinque anni con la "Vides", per la quale avrebbe dovuto lavorare in alcune produzioni di Franco Cristaldi. Durante questi anni Milian recitò prevalentemente in importanti ruoli di supporto in numerose produzioni rispettabili, come ne Il bell'Antonio (1960) con Marcello Mastroianni. Milian lavorò anche con i registi italiani dell'arte, quali Pasolini, Zurlini, Alberto Lattuada, ed ebbe un ruolo da protagonista nell'episodio diretto da Luchino Visconti del film Boccaccio '70 (1962), intitolato Il lavoro.
Il maggior successo della critica venne riscosso nel 1964 al "Festival di Mar Plata" in Argentina, dove Milian ricevette il premio come miglior attore maschile per il suo ruolo nell'adattamento de Gli Indifferenti (1964) di Alberto Moravia. Nello stesso anno si sposò con l'ex attrice Rita Valetti, con la quale ebbe il figlio Tommaso. Durante quelli che potrebbero essere definiti gli anni della sua formazione nel cinema italiano, cioè tra il 1959 ed il 1965, la sua estrema versatilità di attore divenne evidente. Più tardi, negli anni Settanta, gli spettatori italiani lo avrebbero adorato per le sue interpretazioni nelle commedie "romane", mentre la critica lo avrebbe incoronato per le sue parti nei film di Bertolucci ed Antonioni. La prima metà degli anni Sessanta fu un periodo in cui Milian veniva spesso ingaggiato per ruoli intellettuali, sensibili e leggermente nevrotici: fu un intelligente interprete della gioventù borghese, per esempio sia in Boccaccio '70 che in Laura Nuda (1961). Tuttavia, tra questi ruoli, Milian riuscì anche a sperimentare. Nel 1964 fu il protagonista della commedia teatrale Fuaristo, e l'anno successivo interpretò Raffaello nella grande produzione americana The Agony and the Ecstasy (Il tormento e l'estasi), una biografia storica con Charlton Heston nella parte di Michelangelo. Nonostante avesse guadagnato dei riconoscimenti dalla critica, Milian doveva ancora dimostrarsi una vera star davanti al grande pubblico, e con l'avvento del genere "Spaghetti Western" il grande successo commerciale era proprio dietro l'angolo.

Dopo il tremendo successo di Per un pugno di dollari (1964) di Leone, gli italiani cominciarono a produrre in massa dei "western all'italiana", un genere che portò alla ribalta un gruppo di ottimi attori: Franco Nero, Lee Van Cleef, Giuliano Gemma e, per l'appunto, Tomás Milian. Dato che molti western italiani trattavano il tema della rivoluzione messicana, Milian, che aveva un retaggio etnico appropriato, si addiceva perfettamente al contesto. I film sulla rivoluzione messicana erano parte di quel filone chiamato "Spaghetti Western Politico", una sottocategoria in cui Milian si distinse nelle parti di onorevoli banditi, quali l'archetipico peon Cuchillo, un proscritto della rivoluzione messicana apparso per la prima volta ne La Resa dei Conti di Sergio Sollima (1966). Fu proprio la collaborazione con Sergio Sollima, il suo regista western preferito, che fece di Milian un volto noto agli appassionati di cinema e che lo elesse a vera stella dello Spaghetti Western. Sorprendentemente, il contenuto quasi sempre di sinistra di questi Spaghetti Western passò inosservato dai censori delle dittature dei Paesi del Terzo Mondo dove, a detta dello stesso Milian, egli divenne una sorta di simbolo di "povertà e rivoluzione", un eroe del pubblico oppresso. Comunque Milian ha espresso in più interviste la sua opinione che gli attori non dovrebbero confondere la loro immagine sullo schermo con la loro vita privata. Quasi l'opposto del radicale Gian Maria Volonté, coprotagonista con Milian nel secondo Western di Sollima Faccia a Faccia (1967), con il quale si dice ebbe grandissimi scontri. Nonostante la trilogia di Sollima possa costituire il lavoro principale di Milian nel genere, egli lavorò anche in numerosi altri western. In realtà le interpretazioni di Milian in questo genere coprono una grande varietà di ruoli, dal villano all'eroe, da parti serie ad altre più comiche, tanto da poter essere considerato l'interprete western più versatile.
Fu in The Bounty Killer (1966) di Eugenio Martin che Milian ebbe la sua prima parte importante da cattivo, nella quale portò il suo caratteristico tocco di simpatia ad un complesso ritratto di un fuorilegge messicano turbato psicologicamente. Poi, all'inizio del 1967, Milian fu il protagonista dell'infame Se Sei Vivo Spara di Giulio Questi, un' escursione surreale e, per l'epoca, ultraviolenta che ebbe problemi con la censura e che favorì l'ascesa di Milian a vera figura cult per gli amanti dello Spaghetti Western. Successivamente vennero i tre Western di Sollima, La Resa dei Conti, Faccia a Faccia ed infine Corri, Uomo, Corri(1968), nel quale Milian tornò alla sua indimenticabile interpretazione di Cuchillo, il messicano tra il patetico, il comico e l'eroico, sempre alla ricerca di qualcosa. Tra gli altri western di spicco si ricordi Tepepa(1969), diretto da Giulio Petroni, in cui recitava anche Orson Welles, un film che traeva decisamente ispirazione al Cuchillo di Milian. Dal 1970 in poi Milian fece una serie di western con un maestro del genere, Sergio Corbucci, anticipando la successiva e fortunata collaborazione che Milian avrebbe poi avuto con il fratello di Sergio, Bruno. I Western di Sergio Corbucci sono tutti degni di nota, se non altro per le bizzarre parti che Milian ebbe in questi film. Nell'eccezionale Vamos a matar, Compañeros (1970), in cui recita con Franco Nero, il personaggio di Milian è simile a Cuchillo, ma mostra un approccio più sgargiante e con maggiore improvvisazione alla caratterizzazione, con risultati ancora una volta convincenti. Gli altri impegni nei film Western degli anni Settanta sono ancora più strani, come il suo ruolo di un samurai giapponese ne Il Bianco, il Giallo, il Nero (1974) di Sergio Corbucci ed i due Western comici con il "chaplinesco" personaggio di Provvidenza, completo di baffi, bombetta ed ombrello. Anche se il fenomeno del Western all'italiana si stava lentamente scolorendo, ciò non provocò danni a Milian, che trovò immediata popolarità in un altro campo, dato che l'età d'oro del film poliziesco italiano (il cosiddetto "poliziottesco") stava per cominciare. Tuttavia nel 1975 Milian fece un breve ritorno al Western con l'ignorato I Quattro dell'Apocalisse di Lucio Fulci, nel quale diede un breve quanto vitale contributo con un'interpretazione demoniaca del fuorilegge psicopatico Chaco, ostentando un aspetto sullo stile di Charles Manson.

Gli Spaghetti Western furono la specialità di Milian dalla metà degli anni Sessanta ai primi anni Settanta, ma durante questo periodo trovò spazio anche in numerosi altri film di diverso genere. Nel 1968 recitò in Banditi a Milano di Carlo Lizzani, la sua prima esperienza nel genere poliziesco, poi l'anno successivo lavorò ne I Cannibali di Liliana Cavani e in Beatrice Cenci, un celebrato film di Lucio Fulci piuttosto sconosciuto al pubblico. Nel 1971 ebbe una piccola parte come prete nel disastroso The Last Movie (Fuga da Hollywood) di Dennis Hopper, con il quale Milian in seguito avrebbe recitato nella serie televisiva Nails (1992). All'inizio degli anni Settanta Milian era giustamente considerato uno dei migliori e dei più versatili attori del cinema italiano. Sebbene avrebbe presto perso il suo favore presso la critica, Milian stava per stabilire un'immagine quasi leggendaria nella cultura popolare italiana...


Tale immagine arrivò tramite i "poliziotteschi", un genere che può essere visto come l'erede oscuro del western all'italiana, con un fascino speciale per gli italiani e per i romani in particolare. Questo genere brutale, con le sue atmosfere da strada, enfatizzava la fallacia del sistema giudiziario italiano e, seguendo l'esempio dell'ispettore Callaghan, si basava su poliziotti solitari e tenaci, spesso interpretati da personaggi intrepidi del genere come Franco Nero, Maurizio Merli, Henry Silva e Antonio Sabato. Tomás Milian fu introdotto nel genere nella metà degli anni Settanta attraverso uno di questi ruoli da poliziotto tenace, quello del vendicativo ispettore Tomas Ravelli in Squadra Volante (1974), uno sciccoso pulp-thriller di Stelvio Massi.
Milian avrebbe poi continuato a lavorare con uno dei veri autori del genere criminale italiano, Umberto Lenzi, con il quale Milian, sotto contratto con il produttore Luciano Martino, avrebbe fatto una serie di sei film poliziotteschi, nel complesso ben fatti e di successo. Il primo di questi, Milano odia, la polizia non può sparare(1974), si distinse dai successivi per il fatto che enfatizzava le tematiche psicologiche, in uno stile più vicino al genere "giallo italiano" piuttosto che a quello pulp. Milian fece in questo film un impatto impressionante nei panni del nevrotico psicopatico protagonista, Giulio Sacchi, arricchendo la sua interpretazione con una serie incredibile di tic nervosi. Il successivo film dell'accoppiata Lenzi/Milian fu Il giustiziere sfida la città(1975), nel quale Milian fu trasformato in un eroico motociclista barbuto in lotta solitaria contro il crimine. Questo film era meno violento del precedente ed insieme a questo formò la base cruciale per il personaggio di Monnezza.

Fu nel 1976 che Milian esplose sugli schermi italiani nei panni dello sgargiante ispettore Nico Giraldi in Squadra Antiscippo il primo di una serie di undici (!) film parodistici che fecero guadagnare a Milian il soprannome di "Monnezza". Il personaggio di Monnezza offre un'interessante contraddizione con la personalità di Milian nella realtà, e la storia della sua creazione è piuttosto complicata. Fondamentalmente il modo in cui Milian recita Monnezza potrebbe essere definito una combinazione dell'estroverso Giulio Sacchi e del più piatto e faceto Rambo. Comunque ciò sarebbe una semplificazione eccessiva, dato che anche altre persone vennero coinvolte nella creazione del personaggio. L'estremamente prolifico soggettista Dardano Sacchetti reclama di aver sviluppato il concetto originale di Monnezza nei film di Umberto Lenzi Roma a mano armata(1976) e Il Trucido e lo Sbirro (1976). Nel primo dei due, Milian recitò di fronte all'archetipo del vigoroso poliziotto italiano, Maurizio Merli. Durante le riprese sorsero (si dice) grandi diverbi e rivalità tra le due stelle. Dato che Milian recitava la parte del cattivo, tali disaccordi ebbero un buon riflesso sulla chimica scenica di Milian e Merli, ed il film fu un grande successo. Comunque il soggettista Sacchetti aveva scritto la parte di Milian, un malvivente gobbo, facendo riferimento a Il Gobbo, un classico cattivo romano presente anche nell'omonimo film di Carlo Lizzani del 1960. Siccome c'era un certo tocco ironico nella caratterizzazione di Milian, nell'occasione capellone, la simpatia del pubblico per lui fu addirittura superiore a quella per il protagonista. Ciò fu riconosciuto da Sacchetti che per il suo successivo film, Il Trucido e lo Sbirro, sempre diretto da Lenzi, volle catturare completamente le potenzialità del personaggio vagamente comico di Milian, ma Lenzi voleva maggiore enfasi sull'azione brutale e non volle passare troppo tempo nella definizione dei personaggi. L'ispirazione di Sacchetti nella trasformazione di Milian in Monnezza venne in parte dal film Trash - I rifiuti di New York (1970), di Andy Warhol e Paul Morissey, nel quale appare un personaggio americano barbuto, fumatore, con il nome di Monello, un nome che quasi naturalmente fu poi tradotto in Monnezza. Per il ruolo del cattivo in Il Trucido e lo Sbirro Milian fece anche delle ricerche che avrebbero poi posto le basi per il suo personaggio Nico Giraldi/Monnezza. Secondo Sacchetti, Milian trasse ispirazione dalla sua controfigura, il mitico Quinto, un romano il cui dialetto scurrile lo divertiva moltissimo. Questi elementi ebbero un effetto solo parziale nei film di Lenzi e per Milian la successiva produzione di Luciano Martino, La banda del Gobbo (uscito nel 1977) fu una prova problematica dato che sorsero dei problemi con l'attore protagonista Luc Merenda, simili a quelli sorti con Maurizio Merli. Comunque Milian ebbe la possibilità di lasciare la produzione e di lavorare con il produttore Galliano Juso e con il regista Bruno Corbucci, che avevano bisogno di un attore per il loro progetto Squadra Antiscippo, il primo film della serie con Nico Giraldi. Secondo Juso, Milian aveva dei dubbi sul personaggio di Giraldi, in particolare non riusciva ad immaginarsi nei panni un po' bohemien di questo poliziotto. Alla fine cedette e tutti gli elementi dei personaggi di Milian dei precedenti film polizieschi vennero miscelati meravigliosamente in Monnezza. Dardano Sacchetti ha correttamente osservato che Corbucci ed il soggettista Mario Amendola, essendo scrittori di commedia e non d'azione, furono le persone che finalmente prestarono adeguata attenzione alla personalità dei loro personaggi, permettendo quindi a Milian di fiorire in questa parte.

Bruno Corbucci affermò che per i film di Monnezza lui e Milian facevano affidamento reciproco: Milian confidava nel regista per l'individuazione di storia e situazioni, mentre Corbucci confidava nei vari trucchi e nelle numerose gesticolazioni di Milian, un campo in cui Corbucci lo considerava incomparabile. Milian dimostrò anche un sorprendente talento nel catturare il linguaggio romanesco scritto da Corbucci, anche se nelle versioni italiane fu spesso doppiato dal famoso Ferruccio Amendola. Milian dichiarò che nonostante il romanesco non si addicesse esattamente al suo retaggio di borghese cubano si era innamorato di questa parlata perché era vera, era quella della gente comune e della cultura di Roma. Lavorare con Corbucci per Milian era, a detta del regista stesso, "una grande sfida - altro che Antonioni e Bertolucci! - perché recitare personaggi sboccacciati e volgari rappresentava un grosso stravolgimento per uno che, in realtà, era introverso ed intellettuale". L'immagine di Monnezza provocò talvolta imbarazzo a Milian, che, spiegò lui stesso, si doveva confrontare con la domanda di "come fosse possibile andare avanti a giocare come i bambini giocano a guardie e ladri?" Ciò nonostante Milian ebbe grande successo e per il personaggio di Monnezza vinse il premio Rodolfo Valentino per l'attore più creativo e nel 1980 ricevette il premio Antonio de Curtis per la commedia. Comunque Tomás, che stava invecchiando ed in particolare stava perdendo i capelli, si sentiva sempre più intrappolato dalla figura di Monnezza, che era stata originariamente concepita come personaggio giovanile. Così nel 1984 venne l'ultimo film della serie, Delitto al Blue Gay, che chiuse un'era unica nel cinema popolare italiano.

In contemporanea con i film di Giraldi e con vari altri film della coppia Bruno Corbucci/Galliano Juso, Milian fece diverse apparizioni in altre produzioni, come la piccola parte molto apprezzata dalla critica nel film La luna (1979) di Bernardo Bertolucci, per la quale vinse l'equivalente italiano dell'Oscar. Nel 1982 Milian fu il protagonista principale di quello che sembrerebbe l'ultimo bel film di Michelangelo Antonioni, Identificazione di una donna. Dalla fine degli anni Settanta Milian cominciò anche a fare delle apparizioni in produzioni americane, come in Rebus per un assassino (1979), Monsignore (1982), e King David (1985). Fu inevitabile il ritorno a New York alla metà degli anni Ottanta dove riprese a fare teatro, televisione e nuove apparizioni cinematografiche, di solito nella parte del cattivo come ad esempio in Oltre ogni rischio (1989) di Abel Ferrara ed in Revenge (1990) di Tony Scott. Sporadicamente Milian tornò anche in Italia, dove fece il protagonista nell'eccellente dramma sul soprannaturale Luci lontane (1987) di Aurelio Chiesa e in Gioco al massacro (1989) di Damiano Damiani. Durante gli anni più recenti Milian si è reinventato la carriera come abile caratterista in alcune grandi produzioni americane, come The Burning Season (1994), Fools Rush In (1997) e nell'epico Amistad (1997) di Stephen Spielberg, dove Milian è accanto ad attori del calibro di Anthony Hopkins e Morgan Freeman. Dunque, con il suo ritorno in America alle sue radici di recitazione a New York, Milian sembra aver chiuso il cerchio e ancora dopo una carriera stupefacente di oltre trent'anni non sembra esserci una fermata per il talento di questo camaleonte cubano.
lunedì, 23 gennaio 2006

Benvenuti in TrashIT, almanacco a puntate del trash italiano.

Non si parlerà di solo cinema, ma di musica, comicità e di tutti quei personaggi che del trash hanno fatto uno stile di vita.
A breve il primo articolo.


postato da: trashit alle ore 20:57 | link | commenti (2)
categorie: